La Sicilia che non conoscevo

Oggi voglio parlarvi di uno dei luoghi che più mi ha stupita, ma anche colpita nella mia vacanza in Sicilia di cui vi ho già raccontato qui : On The Road in Sicilia.

Come già vi dicevo, il bello di un On The Road è che si può decidere di cambiare rotta e visitare posti diversi da quelli in programma ogni qual volta si voglia; proprio così abbiamo deciso di fare noi, quando un giorno, casualmente, mi sono imbattuta in un paio di fotografie su Instagram che raffiguravano questo strano posto non molto distante da Agrigento, città in cui avevamo organizzato una tappa.

Esattamente ad una quindicina di minuti di auto dalla Valle dei Templi, si trova il Farm Cultural Park, fondato il 25 Giugno 2010 dal notaio Andrea Bartoli e dalla moglie Florinda Saieva. Questo luogo sorge all’interno del Cortile Bentivegna, che a sua volta si suddivide in 7 piccoli cortili che ospitano piccoli palazzi di matrice araba.

Oltre ad essere un museo lo si può definire anche un Centro culturale e turistico, poiché nonostante non attiri molti visitatori poiché è ancora poco conosciuto, è comunque ben visto da tutti coloro che si recano qui.

Un po’ di storia

Questo luogo bizzarro non nasce dal nulla, ma dall’ingegno di due persone che a loro volta hanno preso spunto da tre luoghi nello specifico:

  1. Il Palais de Tokyo di Parigi
  2. La Piazza centrale di Marrakech
  3. Il Mercato di Camden Town

Questo posto nel 2011 ha vinto il premio Cultura e grazie ai numerosi giornalisti che si recano annualmente qui, esso ha la possibilità di essere conosciuto tramite gli articoli di giornale.

Cosa troverete all’interno

  1. 3 gallerie di arte
  2. 1 centro di architettura contemporanea
  3. 1 complesso di residenza per artisti
  4. 1 scuola di specializzazione in Hotellerie
  5. 1 centro di grafica e web design

Come sono arrivata

Per visitarlo ho dovuto percorrere una strada che partendo da Agrigento, ad un certo punto non ha alcuna svolta, di conseguenza non potrete perdervi, ma comunque Google Maps vi sarà di grande aiuto. Una volta raggiunto il centro di Favara ho parcheggiato, anche se abusivamente, lungo una strada e da lì mi sono recata alla biglietteria.

Il complesso in sé è gratuito, l’unica cosa che ha un costo è la galleria d’arte, che però vi consiglio assolutamente di visitare e che ha un prezzo di 4€. La visita intera dura quantomeno mezza giornata, ma se vi soffermerete più del dovuto vi sarà richiesta anche una giornata intera.

Noi avevamo deciso di pranzare lì e, nonostante sia un luogo abbastanza particolare, i prezzi dei ristoranti sono molto modici. Abbiamo pranzato nel primo ristorante che incontrerete sulla destra non appena entrerete nel complesso, ma al momento non ricordo il nome. Ad ogni modo non sarà difficile da trovare poiché è l’unico in quel punto; qui troverete le crepes salata migliori del mondo, davvero sono buonissime.

Proseguendo la mia visita mi sono imbattuta in murales con la faccia di Putin e in una stravagante piscina fucsia con scritto al suo interno “Suca”; questa piscina mi ha abbastanza lasciata perplessa, questo perché essendo un centro culturale non mi sarei mai aspettata una piscina di questo genere.

Detto ciò, per quanto non sia un posto rinomato, per quanto non sia uno di quei posti che vengono inseriti negli itinerari, per quanto in un viaggio organizzato non ci sia alcuna tappa di questo genere, ritengo che una visita in questo posto sia tassativa durante la vostra vacanza in Sicilia.

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