Perché vivere un’esperienza del genere?

Voi non avete una Wish List?

A me capita continuamente di aggiornarla e aggiungere tutto ciò che nella vita desidero fare almeno una volta. Ormai sta diventando interminabile, ma sono fiduciosa.

C’è chi sono assiduamente il matrimonio, chi la vita perfetta, chi sogna di trasferirsi in Australia, poi ci sono io che sogno di vedere il mondo il più possibile, ma soprattutto sogno di lanciarmi da un paracadute.

Ogni qual volta che aggiungo qualcosa alla mia lista dei desideri mi chiedo se questa esperienza un domani potrò raccontarla a coloro che saranno più piccoli di me.

Ciò che mi ha sempre affascinato della vita è la possibilità di superare i propri limiti, che a mio avviso sono un dono inestimabile.

Così, un giorno, dal nulla, mia mamma mi chiede di affrontare un lancio in tandem in vista dei suoi 50 anni e, ovviamente, mi sono aggiunta anche io a questa follia.

Dopo svariate ricerche siamo capitati sul sito dell’Area Delta 47 di Casal Monferrato, una delle compagnie più rinomate per fare questo tipo di esperienza.

Area Delta 47 | Strada Statale 31 | Casale Monferrato | accademiadiparacadutismo

DON’T WORRY

Controllare le proprie emozioni e le proprie paure è un qualcosa che in 24 anni mi è sempre venuto difficile, questa esperienza mi ha permesso e anche insegnato a ponderare le mie emozioni senza dover sempre reagire solamente di pancia.

Una volta giunta nella sede di Area Delta 47, mi è venuta la pelle d’oca. Non avevo ancora pagato il lancio e avevo ancora qualche minuto per tirarmi indietro, ma come vi dicevo sopra, mi sarei dovuta superare e avrei quindi dovuto affrontare questa esperienza contenendo il più possibile la mia paura.

Nella foto che vi ho messo sopra, guardando la mia faccia, vi rendete conto che quello è l’esatto istante in cui mi sono chiesta “ma chi me l’ha fatto fare?” perché mi sono trovata a 4200 metri dal suolo sospesa nel mezzo del nulla ad una velocità di circa 200 km/h.

INCOSCIENZA DALL’INIZIO ALLA FINE

Subito dopo il breefing introduttivo, nel quale mi hanno spiegato la posizione da mantenere sia durante il lancio che durante il volo con il paracadute, mi hanno fatto indossare l’imbracatura e poco dopo mi sono ritrovata seduta accanto al portellone (APERTO) di un aereo.

MA COME SI FA?

Amo gli sport estremi e sin dalla tenera età amavo lanciarmi dal letto e provare il brio di farmi male (no a parte gli scherzi mi facevo davvero molto male), ma a parte questo sono sempre stata abbastanza razionale.

Nel momento in cui ho preso la decisione di compiere questa esperienza avevo l’assoluta necessità di affidarmi a dei veri e propri professionisti; qualcuno che pratichi questo sport ogni giorno, che faccia della sua passione il suo stesso lavora. Esattamente così abbiamo fatto noi, affidandoci completamente a loro, ci siamo sentite sicure ed è proprio per questo che vi stra consiglio questa scuola.

ADRENALINE

Il lancio in Tandem vero e proprio si suddivide in tre fasi ben diverse tra di loro:

  1. 1 minuto di caduta libera da 4200 metri di altezza a 200 km/h : questo è il momento in cui il cuore esplode, le emozioni non le sai spiegare perché non ti rendi ancora conto di cosa sta accadendo, l’aria è veloce e ti deforma la faccia, scombussola i capelli, non ti fa tenere quasi gli occhi aperti, nonostante tu abbia la mascherina.
  2. Apertura del paracadute intorno ai 1000 : qui la velocità diminuisce e puoi godere del panorama che ti circonda da un altezza irraggiungibile in altro modo. Il silenzio è assoluto da qui e la tranquillità immensa.
  3. L’atterraggio : viene spiegato durante il breefing iniziale. è fondamentale posizionare le gambe al petto finché l’istruttore non ha toccato il suolo, solo in quel momento ho potuto anche io appoggiare i piedi. Questo è l’istante in cui ti accorgi di essere tornato con i piedi per terra e non sai ancora se esserne felice o meno.

ALLA FINE: IO NON HO PAURA!

Alla fine del tutto elaboro finalmente quei pochi minuti che ho appena trascorso nel cielo, mi rendo finalmente conto di aver fatto una vera e propria pazzia, una cosa non da tutti.

Comincio a farmi delle domande che in realtà mi sarei dovuta fare prima: “ma se il paracadute non si fosse aperto?”,“ma se fosse cambiata la direzione del vento?”.

Tornata a casa infine ho innanzitutto messo una bella spunta alla mia Wish List e poi ho programmato una seconda data per un secondo lancio.

Un pensiero riguardo “Perché vivere un’esperienza del genere?

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